giovedì 10 dicembre 2015

GLI OCCHI CHE GRIDANO.

Sabato 12 Dicembre 2015 h.17,30Cappella Farnese di Palazzo D’AccursioPiazza Maggiore (BO)
In occasione della presentazione del volume
GLI OCCHI CHE GRIDANODedicato alle vittime di tutte le Stragi
Davide Ferrari legge una sua poesia.
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Per non dimenticare2 Agosto 1980 – 2 Agosto 2015
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Raccolta poetico fotografica a cura di Silvia Parma per Radio Città Fujiko, realizzata in accordo con l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980.
Rosa Anna Pironti Editore

L’ Evento è realizzato con il Patrocinio del Comune di Bologna

mercoledì 9 dicembre 2015

"Dopo Parigi". Convegno promosso da Il progresso d'Italia-Iniziative e Casadeipensieri.


Dopo Parigi
Proposte e visioni di
una politica internazionale
di lotta al terrorismo, risoluzione dei conflitti, pace.

Mercoledì 9 Dicembre 2015, alle ore 20.45
Sala Passepartout, in via Galliera 25/a A Bologna

Sono stati invitati, con
On. Andrea De Maria, della Segr. Nazionale del PD
Giuseppe Giliberti, Università di Urbino
Benedetto Zacchiroli, Cons. Comune di Bologna
Massimiliano Trentin, Università di Bologna
esperti, docenti, associazioni, centri di ricerca.
Presenta i temi Davide Ferrari
Invito
Il progresso d'Italia -iniziative con CASADEIPENSIERI

https://www.facebook.com/events/425594987644857/

Dopo Parigi.

Il Progresso d'Italia-Iniziative
Casadeipensieri
"Dopo Parigi.
Proposte e visioni di una politica internazionale
di lotta al terrorismo, risoluzione dei conflitti, pace".

Mercoledì 9 Dicembre 2015, alle ore 20.45,
nella Sala Passepartout, in via Galliera 25/a A Bologna


On.
Andrea De Maria, della Segr. Nazionale del PDGiuseppe Giliberti, Università di UrbinoBenedetto Zacchiroli, Cons. Comune di BolognaMassimiliano Trentin, Università di Bologna
esperti, docenti, associazioni, centri di ricerca.

Presenta i temi
Davide Ferrari,
Direttore di Casadeipensieri

Promuovono:
Il progresso d'Italia - iniziative e CASADEIPENSIERI
https://www.facebook.com/events/425594987644857/


mercoledì 25 novembre 2015

Pasolini, Roversi. Un confronto.

Circolo Kino,
Via Gramsci 71, Pieve di Cento.

25 novembre 2015, ore 20.45

Pasolini, Roversi. Un confronto.

Conversazione di
Davide Ferrari
Antonio Bagnoli

venerdì 7 agosto 2015

Annuncio dei premiati Targa Volponi 2015

Casadeipensieri2015
Davide Ferrari annuncia i nomi dei premiati con la Targa Volponi 2015
Giancarlo Piretti, Luigi Ontani, Marina Mizzau, Luca Caccioni.

Le Targhe verranno  consegnate dall'associazione culturale Casadeipensieri nell'ambito della sua rassegna annuale ospitata alla Festa provinciale dell'Unità di Bologna, che quest'anno si svolgerà (come di consueto al Parco Nord) dal 26 agosto al 21 settembre.

Il video.
Annuncio dei premiati Targa Volponi 2015

venerdì 19 giugno 2015

Bologna. La Regione. La Scuola.

Bologna La Regione La Scuola
Intervento di Davide Ferrari

Video della conferenza.


Incontro per la Conferenza programmatica del PD di Bologna.
Con Patrizio Bianchi, Assessore Regione Emilia-Romagna
interverranno ospiti dei vari e diversi “mondi” della Scuola e della formazione, fra i quali Anna Armone, Giancarlo Cerini, Davide Ferrari e Gabriele Chessa, responsabile del Dipartimento
Presiederà Rosanna Facchini. 
I vari interventi degli iscritti e dei cittadini
andranno a fare parte del contributo sulla scuola della
Conferenza di programma del PD di Bologna;
sarà presente Raffaele Persiano,
dell'esecutivo del PD, responsabile per il programma.

lunedì 1 giugno 2015

Il voto.

Il voto.
L'astensione si conferma in netto aumento, in ogni regione. Sono smentite le superficiali dichiarazioni che volevano la recente astensione emiliano-romagnola dovuta soprattutto a cause occasionali.
L'astensione rappresenta la lontananza dall'offerta politica in essere ed è tanto più significativa perchè avviene in un quadro di insistite riforme e di annunciata ripresa dell'economia, non più di stagnazione e di caduta sociale. Soprattutto in questo risiede la gravità eccezionale, odierna, dell'astensione. E' doveroso interrogarsi sul fatto che riforme istituzionali tendenti a ridurre e semplificare la rappresentanza politica e una ripresa fondata comunque su un abbassamento delle condizioni salariali e quindi di vita non risultano in grado di convincere a riavvicinarsi all'offerta politica. Si è puntato infatti sul convincimento che assicurare governabilità e occupazione, anche se con minori condizioni di tutela, fosse l'antidoto alla crisi della Repubblica.
Il Pd è tutt'ora l'unica forza in grado di esprimere una proposta di governo oltre ad essere realmente LA forza di governo. La forza che l'elettorato gli consegna sembra dovuta innanzitutto a questa caratteristica e a questa funzione. Ma questa forza è in calo. I risultati di lista ovunque lo dimostrano. Su di loro influisce naturalmente la presenza di liste civiche ma il dato di un indebolimento è certo, confermato anche nella diaspora dei voti comunali, e rappresenta il secondo dato politico principale di questo turno parziale di elezioni regionali. L'effetto Renzi non è azzerato, il consenso che il Pd registra comunque è oggi ancor più legato alla linea del suo leader attuale. Sembra difficile però persistere nel considerare il Pd, “rifondato” dal Presidente Renzi, suscettibile di raggiungere da solo un consenso tale da assicurare governabilità e cambiamento. Questo elemento però non è un particolare fra tanti, nega l'architrave su cui, anche prima di Renzi, nel periodo Veltroni, ma in maniera enormemente accresciuta dopo il suo avvento, si fonda la strategia politica del partito.
Il Pd non può presentarsi per chiedere di “fare da solo”, ma allora con chi? Ritornare al bipolarismo "ulivista" o operare per una frammentazione ulteriore della Destra moderata forzando ancora di più il Pd ad una natura del tutto centrista contraria al proprio schieramento internazionale ed alla propria storia costitutiva? Entrambe le scelte non sono facili o prive di rischi. Non sembra possibile però negare la necessità del loro aut-aut.
Ma c'è un altro elemento, di contenuto, riguardante i grandi orientamenti della società, ancora più rilevante alla base dei “limiti” elettorali del Pd di Matteo Renzi.
Coloro che pensano di "potercela fare" con propri talenti e forze, che appaiono convinti della necessità di ridurre pubblico, assistenza, corpi intermedi, ecc ecc sono circa il 15 % dei votanti, vale a dire non più dell'8% dell'elettorato. Si evince dal voto combinato con rilevazioni di opinione. Non sono pochi, alcuni, non tutti però, sono giovani che vogliono "provarci", forze vive, ma sono in questi numeri non uno di più. Con il 15 % non si vince. Il punto di partenza di ogni ragionamento dovrebbe essere questo.
Il terzo dato riguarda le cosiddette scelte “antisistema”. Nonostante scissioni e relativa scompara dall'attenzione mediatica il Movimento di Grillo persiste e si insedia in molti territori dove la sua presenza era solo di riflesso a quella nazionale. La Lega di Salvini prosegue, con risultati molto significativi, il suo processo di passaggio da forza territoriale nordista a alternativa nazionale nel nome della xenofobia e di una attenzione ai temi sociali che le politiche di rigore oscurano nella sinistra di governo e nel centro. Definire la Lega “antisistema” a questo punto rimane giustificato per i contenuti ma non se l'intenzione è quella di considerarla fuori dagli sviluppi del sistema politico.
La Lega si candida a rappresentare, in tutta Italia, l'ondata, presente in Europa di reazione antieuropea e anti democratica, cosa che le era preclusa dall'antimeridionalismo scissionista.
La destra “di governo” non ha leadership nazionale ma dimostra che il suo l'elettorato non è scomparso, raggiunge, per gli errori, evidenti, e le divisioni assolute del Centro Sinistra un risultato significativo in Liguria e si dimostra competitiva anche in Umbria.
I sistemi territoriali più compatti ed omogenei si confermano il Veneto e all'opposto la Toscana. Con una differenza significativa : il “blocco sociale” elettorale della Lega in Veneto supera indenne una scissione da parte del suo Sindaco più conosciuto e si candida ad essere non più l'anticamera di tendenze scissioniste e tout court antinazionali ma una delle colonne del progetto neoleghista rivolto a tutta l'Italia.
A Sinistra del Pd non c'è una proposta politica e non c'è leadership, tuttavia in alcune realtà i voti dimostrano una tenuta di tessuto ed una ripresa di legami con l'elettorato.
Non tali però da contrastare l'astensione nel suo carattere di scelta di distacco.
Per la tenuta democratica non sembra lungimirante, per nessuno, augurarsi che questo dato perduri.
Perchè non sia conteranno le scelte del Pd e naturalmente e specularmente quelle dei vari protagonisti di quest'area. Un Pd bipolarista riaprirebbe il dialogo alla sua sinistra e una direzione più certa dell'area di sinistra dovrebbe inevitabilmente riproporsi un rapporto con il Pd. Ma la distanza oggi è molto grande e al momento non sembra colmabile prima che gli sviluppi politici, costituzionali e nei rapporti di forza sociali e nel mondo del lavoro in corso si compiano. Far ripartire un percorso unitario, sollecitato dalla sfida xenofoba e populista, non sembra né facile nè "naturale", altrettanto almeno di quanto paia urgente.

domenica 22 febbraio 2015

Verso Mattarella.

Questo articolo è stato scritto, com'è evidente, prima della elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. Nel ripubblicarlo qui si coglie l'occasione per inviare al Presidente le più vive felicitazioni. 

Sergio Mattarella è una buona proposta. Definirla così non sembri poco, in questi tempi di lontananze e di drammatiche astensioni. Chi è di Sinistra lo può votare con seria convinzione, non solo "deve". Siamo convinti che il Presidente del Consiglio sia arrivato a questo "nome" avendo la sveltezza di partire, e arrivare, volutamente, dalle proposte della prima rosa di Bersani del 2013.
Era la cosa più intelligente, non solo la più scaltra. Avevamo pensato che forse l'avrebbe fatta.
L' ha fatta.

I voti ci sono. Impossibile provare diaspore, di fronte a chi era già stato proposto dal Segretario predecessore, da un Bersani impegnato in prima persona, criticamente, proprio in questi ultimi mesi in un duro confronto-di merito- con Renzi, e quindi, paradossalmente non aggirabile da nessuna componente della minoranza.
Quali le conseguenze politiche, dopo, se Mattarella verrà eletto, come ci pare del tutto probabile? Non teme Renzi la rottura del “patto del Nazzareno”?
In questa partita, la paura più grossa del Presidente del Consiglio era, ed è,che potesse consumarsi (dopo i due gravissimi strappi sul lavoro e la legge elettorale) un definitivo break con le minoranze. Una scissione non è gradita alla base, o almeno nella base più attiva ed impegnata, l'elettorato tradizionale PDS-DS è il più nobilmente attento ai rischi di sfascio e di ingovernabilità, ma nel momento di una candidatura "berlusconiana" alla Presidenza della Repubblica sarebbe stata difficilmente evitabile. A quel punto la prospettiva di un voto anticipato, magari vincente, ma ferito dai risultati, qualsiasi fossero,di una nuova forza politica adiacente ma del tutto ostile, deve essere apparsa a Renzi troppo rischiosa e negativa.
Cosa accadrà, allora? Berlusconi, magari con Alfano, ridisegnerà un profilo alternativo della Destra? Si avvicinerà un voto anticipato? C'è chi adombra un gioco delle parti. Ad entrambi i protagonisti del famoso “patto” sarebbe utile proporsi ad un voto nuovamente incentrato su un loro contrasto. Non crediamo ai “complotti” di lunga e nemmeno media durata. Oggi si può dire solo: “si vedrà”. E la sinistra dei Democratici? Credo non debba vivere questo importante passaggio come una propria ulteriore criticità. Certamente il protagonista è Renzi, e qui non ha sbagliato. Ma siamo arrivati a queste giornate, così, anche, molto, per un rinnovato “esserci” delle minoranze. Certo il Presidente del Consiglio non è un passeggere che si può far scendere ad una fermata del treno del PD. Una certa rabbiosità da “spodestati” segna solo la propria impotenza. Ma figure come Cuperlo e Bersani, appunto, non hanno queste caratteristiche, e non è poco. Le Sinistre “Dem”, assai meglio sarebbe se ci fosse “una” Sinistra, almeno nell'area “storica” che votò per Gianni Cuperlo, dovranno insistere sui temi di merito, che restano gravi, pesanti. Esserci , per le riforme, per riforme migliori. Un compito difficile ma non impossibile. La garanzia che Mattarella dovrà impersonare sarà una variabile non secondaria, considerando che la quantità, oltre alla qualità, dei tempi rimanenti della legislatura conterà moltissimo, nel determinare o nel chiudere lo spazio politico di una azione delle “Sinistre” quale quella cui abbiamo accennato e che, francamente, auspichiamo. 

martedì 17 febbraio 2015

"La buona scuola"

Martedì 17 Febbraio 2015
ore 18

Salone di Villa Lipparini,
Vicolo Bolognetti, Bologna

"La buona scuola"

Relazioni:

Davide Ferrari
Direttore della rivista "Riforma della scuola"

Gabriele Chessa
Segretario Circolo degli insegnanti, PD Bologna

Presiede:
Giuseppe Muscarnera
Partecipano:
Graziella Giorgi, Tullia Moretto

martedì 27 gennaio 2015

La strage di Charlie Hebdo: 
contro il terrorismo la forza della memoria. 

Incontro con Paolo Calvano, Davide Ferrari e Guido Gambetta
presso la Sala Passpartout, Bologna.

27 Gennaio 2015, giornata della memoria.
Promozione del Circolo degli insegnanti del PD, 
Segretario Gabriele Chessa