sabato 2 aprile 2011

Doppiopetto

Manes. Prima nome plurale di minori dei romani dell'oltretomba, ora, al singolare, leghista, candidato a Bologna tutti i berlusconi. Meglio non brindare. Il degrado delle opinioni è tale che la cattiveria e il pressapoco possono fare danni gravi, anche da noi. I media “moderati”, impauriti da un PD rimasto senza avversari, già fanno girare la manovella dell'organetto. “Bernardini? Un simpatico giovanotto in doppiopetto, si può votare senza complessi”. Ma sdoganare il male porta al male. L'intolleranza quando più ci vuole dialogo, il disprezzo per la scuola e la cultura quando più c'è bisogno di idee, l'invidia sociale contro l'innovazione, mentre il lavoro è sotto il tallone della competizione, il populismo contro il rispetto dei cittadini, quando di senso civico abbiamo necessità. Manes scrive sui manifesti: “Finalmente con me torna Bologna”. No con lui, uomo di Arcore e di Ponte di Legno, la città sarebbe uccisa, vinta. Un'altra rovina nei campi di quest'Italia impaurita, deragliata.

"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
sull'Unità Emilia-Romagna
2 Aprile 2011